No (a maggioranza) dell'ARS alla legge che avrebbe vietato nomine nella P.A. a rinviati a giudizio o che hanno subito condanne per mafia, corruzione o associazione a delinquere. Già era bizzarro che occorresse una legge ad hoc per una cosa apparentemente normale, per non dire banale. La bocciatura della norma, tuttavia, sembra un invito alla società ad una deresponsabilizzazione. E questo è grave. Una classe dirigente che punta all'autoconservazione, in una società siciliana che giusto ieri ha commemorato il ventennale della tragedia di via D'Amelio. Il regalo più brutto che il Parlamento più antico d'Europa (sic!) potesse fare alla memoria di chi, per combattere Cosa nostra, ha sacrificato la propria vita. Complimenti!
Massimo D'Antoni